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Home Natura 2000
La Rete Natura 2000

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TRATTO DAL PORTALE DELL'UNIONE EUROPEA

http://europa.eu/index_it.htm

 


La tutela degli Habitat naturali in Europa (Rete Natura 2000)

L'Unione europea cerca di garantire la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche sul territorio degli Stati membri. A tale scopo è stata creata una rete ecologica di zone speciali protette, denominata « Natura 2000 ». Altre attività previste nel settore del controllo e della sorveglianza, della reintroduzione delle specie locali, dell'introduzione di specie non locali, della ricerca e dell'educazione, contribuiscono alla coerenza della rete.

Il continuo degrado degli habitat naturali e le minacce che gravano su talune specie figurano fra i principali aspetti oggetto della politica ambientale dell'Unione europea (UE). La presente direttiva, denominata direttiva Habitat, mira a contribuire alla conservazione della biodiversità negli Stati membri definendo un quadro comune per la conservazione delle piante e degli animali selvatici e degli habitat di interesse comunitario.

La direttiva stabilisce una rete ecologica europea denominata ""Natura 2000"". Tale rete è costituita da ""zone speciali di conservazione"" designate dagli Stati membri in conformità delle disposizioni della direttiva e da zone di protezione speciale istituite dalla direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici.

Gli allegati I (tipi di habitat naturali di interesse comunitario) e II (specie animali e vegetali di interesse comunitario) della direttiva forniscono indicazioni circa i tipi di habitat e di specie la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione. Alcuni di essi sono definiti come tipi di habitat o di specie ""prioritari"" (che rischiano di scomparire). L'allegato IV elenca le specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa.

La designazione delle zone speciali di conservazione avviene in tre tappe. Secondo i criteri stabiliti dagli allegati, ogni Stato membro redige un elenco di siti che ospitano habitat naturali e specie animali e vegetali selvatiche. In base a tali elenchi nazionali e d'accordo con gli Stati membri, la Commissione adotta un elenco di siti d'importanza comunitaria per ognuna delle sette regioni bio geografiche dell'UE (alpina, atlantica, boreale, continentale, macaronesica, mediterranea e pannonica). Entro un termine massimo di sei anni a decorrere dalla selezione di un sito come sito d'importanza comunitaria, lo Stato membro interessato designa il sito in questione come zona speciale di conservazione.

Nel caso in cui la Commissione ritenga che un sito che ospita un tipo di habitat naturale o una specie prioritaria non sia stato inserito in un elenco nazionale, la direttiva prevede l'avvio di una procedura di concertazione tra lo Stato membro interessato e la Commissione. Qualora la concertazione non porti a un risultato soddisfacente, la Commissione può proporre al Consiglio di selezionare il sito come sito di importanza comunitaria.

Nelle zone speciali di conservazione, gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie per garantire la conservazione degli habitat e per evitarne il degrado. La direttiva prevede la possibilità che la Comunità cofinanzi le misure di conservazione.

Spetta inoltre agli Stati membri favorire la gestione degli elementi del paesaggio ritenuti essenziali per la migrazione, la distribuzione e lo scambio genetico delle specie selvatiche; applicare sistemi di protezione rigorosi per talune specie animali e vegetali minacciate (allegato IV) e studiare l'opportunità di reintrodurre tali specie sui rispettivi territori; proibire l'impiego di metodi non selettivi di prelievo, di cattura e uccisione per talune specie vegetali ed animali (allegato V).

Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano ricerche e studi scientifici atti a contribuire al conseguimento degli obiettivi della direttiva.

 

TRATTO DAL PORTALE DELLA REGIONE PIEMONTE

http://www.regione.piemonte.it/parchi/cms/rete-natura-2000/valutazione-d-incidenza.html

 

Valutazione di incidenza

La valutazione d'incidenza è il procedimento amministrativo, di carattere preventivo, al quale è necessario sottoporre qualsiasi piano o progetto che possa avere incidenze significative su un sito o proposto sito della rete Natura 2000, singolarmente o congiuntamente ad altri piani e progetti e tenuto conto degli obiettivi di conservazione del sito stesso  (ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e del DPR 357/97).

A tale procedimento,  sono sottoposti i piani generali o di settore, i progetti e gli interventi i cui effetti ricadano all'interno dei siti di Rete Natura 2000, al fine di verificare l’eventualità che gli interventi previsti, presi singolarmente o congiuntamente ad altri, possano determinare significative incidenze negative su di un sito Natura 2000, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.

La VI in Piemonte è normata dalla legge regionale 29 giugno 2009, n.19 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità­” (Titolo III e allegati B, C e D), in particolare si ricorda che:

·         L’allegato B­ descrive l’iter procedurale per l’espletamento della valutazione d’incidenza;

·         L’allegato C­ descrive i contenuti della relazione d’incidenza dei progetti e interventi;

·         L’allegato D­ descrive i contenuti della relazione d’incidenza per i piani e programmi.

 

Valutazione d’Incidenza di interventi e progetti

Per stabilire se un progetto o un intervento debba essere assoggettato alla VI è necessario conoscerne le caratteristiche in relazione alle peculiarità ambientali del territorio in cui si colloca: in alcuni casi può non essere immediatamente chiaro.

In assenza di specifici piani di gestione o di misure di conservazione sito-specifiche, strumento di riferimento sono le Misure di Conservazione Generali , costituite da una serie di disposizioni, articolate in buone pratiche, obblighi e divieti di carattere generale, efficaci per tutti i siti della Rete Natura 2000, unitamente a disposizioni specifiche relative a gruppi di habitat costituenti tipologie ambientali prevalenti presenti in ciascun sito, che prevedono tra l’altro alcuni casi di esclusione dalla procedura di VI.

A tale scopo la Regione Piemonte ha  predisposto una scheda guida scaricabile che individua le informazioni minime necessarie per la presentazione dell’istanza.  La scheda può essere compilata ed inviata al soggetto gestore del sito Natura 2000, oppure può servire come schema per individuare le informazioni necessarie per produrre un proprio elaborato.

La tabella dei soggetti delegati alla gestione dei siti Natura 2000 è consultabile alla pagina in cui è descritta la gestione della Rete Natura 2000.

Qualora non sia stato ancora delegato un soggetto gestore, l’istanza deve essere inviata al Settore regionale Biodiversità ed Aree Naturali  (via Principe Amedeo , 17 – 10123 – Torino

oppure: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

·         Scheda guida [ formato doc ]­

·         Scheda guida [ formato pdf ]­

Riscontro alle istanze di assoggettabilità

Entro 30 giorni l’autorità competente comunica al proponente se il progetto/intervento ha le caratteristiche tali da dover essere sottoposto alla Valutazione di Incidenza oppure può essere realizzato senza avviare la procedura.

 

Procedura di Valutazione d’Incidenza di interventi e progetti

Se il progetto/intervento deve essere assoggettato a Valutazione d’Incidenza l’istanza dovrà essere presentata all’autorità competente corredata da una marca da bollo di 16,00 euro, come previsto dal DPR 642/72.

I contenuti della Relazione di incidenza sono definiti nell’allegato C l.r. 19/2009­.

La procedura di VI inizierà non appena giungerà tale documentazione: entro 60 giorni il soggetto gestore del sito Natura 2000 o il Settore regionale  esprimerà il giudizio d’incidenza.

Qualora si ritenga necessario per l’istruttoria, potranno essere richieste integrazioni della documentazione. In tal caso il termine per la valutazione d’incidenza decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono all’autorità competente.

Si ricorda che l’istituto del silenzio-assenso non si applica in alcuna delle fasi previste per la Valutazione di Incidenza, per cui l’autorità competente è sempre tenuta a comunicare formalmente l’esito dell’istanza al soggetto proponente, esplicitando le motivazioni che hanno determinato la decisione finale. Nello stesso tempo, l’autorità competente può anche prescrivere idonee misure di mitigazione, volte alla riduzione dell’incidenza del progetto o dell’intervento sul sito stesso.