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Oggi nell'Appennino

Tulipani protetti

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Tulipano montano (Tulipa australis Link) e Tulipano selvatico (Tulipa sylvestris L.) sono le due specie spontanee presenti tra il Parco e le aree collinari più prossime. Il primo fiorisce a quote più elevate rispetto al suo congenerico e trova le condizioni a lui più favorevoli nel massiccio del Monte Tobbio dove, infatti, può essere facilmente osservato.



Il secondo, Tulipa sylvestris L., predilige i suoli profondi dei campi da sfalcio o dei coltivi, gli orti e i vigneti dove al diserbante si preferiscono pratiche meno invasive.
Il Tulipano montano cresce sulle montagne che circondano il bacino del Mediterraneo, tra i 500 e i 2000 metri di altitudine.



Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 09:53 Leggi tutto...
 

Le prime orchidee

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Barlia robertiana (Loisel.) Greuter

La prima orchidea a fiorire è Barlia robertiana (Loisel.) Greuter, specie ampiamente distribuita nell'area mediterranea anche se con stazioni spesso isolate, a volte formate da pochissimi individui, come nel caso dell'area intorno al Parco.
A livello provinciale la prima segnalazione risale al 1988, nel comune di Voltaggio, a poche centinaia di metri dal confine del Parco. Da allora la specie, che continua a sopravvivere con 10-12 esemplari in quel luogo, ha avuto un'espansione analoga a quelle di molte altre specie dell'area mediterranea: le orchidee, forse, non credono alle teorie di chi vorrebbe sostiene che il riscaldamento globale sia un'invenzione di climatologi catastrofisti.



L'infiorescenza è quella caratteristica della famiglia delle orchidacee, con fioritura progressiva dalla base del caule ai boccioli sommitali.



Labello

I fiori hanno un petalo specializzato per attirare gli insetti, denominato 'labello', che con delle screziature di colore scuro indirizza i visitatori verso il nettare ma anche verso l'apparato riproduttivo: il beneficio sarà quindi per entrambi gli organismi, il vegetale avrà assicurata la riproduzione, l'animale il sostentamento. Questo mutuo scambio vale per quasi tutti i gruppi ma con una mirabile eccezzione: le ofridi.



Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 09:54 Leggi tutto...
 

Fior stecco, Narciso e Campanellino. La stagione delle fioriture avanza

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Daphne mezereum
L., chiamata 'Fior stecco' è una delle specie i cui fiori emanano un profumo particolarmente gradevole.

La stagione delle fioriture ha finalmente preso vigore, non sono soltanto i colori ad attirare la nostra attenzione: anche i profumi iniziano a distrarre il camminatore e spesso con un'intensità che sembra voler anticipare i caldi aromi dell'estate. In questo momento dell'anno i boschi sono punteggiati di piccoli arbusti ancora privi di foglie, ricamati di rosa carico, quasi rosso: sono i fiori di Daphne mezereum L..



Narcissus pseudonarcissus
L., il Narciso trombone non è infrequente nell'area del Parco ma è molto raro altrove.

Gli ambienti più aperti ospitano il Narciso trombone, amato dai raccoglitori quasi quanto l'affine Narciso selvatico (Narcissus poëticus L.) per la sua bellezza. Entrambe la specie tendono a formare popolamenti densi, con centinaia di esemplari. Giova perciò ricordare che entrambe le specie - come tutte le altre che intendiamo mostrare in questa pagina - rientrano tra quelle protette in maniera assoluta dalla Regione Piemonte, per le quali cioè non è consentita la raccolta.



Leucojum vernum
L., Campanellino



Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 09:54 Leggi tutto...
 

Zafferano selvatico

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Crocus vernus

















Crocus vernus
Auct., parente stretto di Crocus sativus L. (il vero Zafferano) il cui uso officinale era già noto ai Sumeri, adorna del suo bel viola-lilla i prati che vengono regolarmente sfalciati. Lo si trova con frequenza in tutta la Penisola sino ai 1500 metri di quota; diventa meno comune sul bordo meridionale delle Alpi.

Crocus vernus



Nel Parco e nelle aree collinari prospicenti possiamo incontrare altre due spece del Genere Crocus, entrambe rare: la prima, a fioritura precoce, è Crocus biflorus Miller, diffuso in tutto l'Appennino ma raro nel versante adriatico. Assente nelle Alpi Occidentali, in Piemonte compare solo nelle Langhe e in altre localizzate aree appenniniche. A livello locali esistono alcune popolazioni in Val Lemme e una in Val Gorzente.


Crocus biflorus

Non è difficile distinguere Crocus biflorus Miller da Crocus vernus Auct.: la fauce dell'infiorescenza del primo - come si vede dalla foto sopra - è soffusa di un giallo caratteristico e il margine esterno dei tepali (così vengono chiamati i 'petali' delle piante, come quelle appartenenti alla famiglia delle Iridacee, dove non vi è una netta distinzione tra il calice tipicamente verde e la corolla colorata - come invece avviene per esempio nelle Rosacee) è segnato da evidenti linee longitudinali di un viola intenso che si prolungano percorrendo anche il fusto.

L'altra specie, questa a fioritura tardo estiva, è Crocus medius Balbis, rara ed endemica dell'Appennino ligure-piemontese occidentale e del nizzardo. Per la sua distribuzione a livello regionale quest'ultima è inserita tra le specie a protezione assoluta: ne parleremo a settembre, non appena spunteranno le prime infiorescenze.

Chi trovasse stazioni (così vengono chiamati i raggruppamenti di piante che crescono non sparse sul territorio ma, appunto, in gruppo) è pregato di segnalarle al Parco.



Per rileggere gli articoli precedenti cliccate qui.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 10:00
 

25 febbraio fiorisce l'Erica carnea

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Erica carnea

L'Erica carnicina (Erica carnea L.) appartiene alla famiglia delle Ericacee e insieme al Brugo (Calluna vulgaris (L.) Hull - B.), caratterizza in maniera marcata il paesaggio per il colore rosa, quasi violetto, delle sue infiorescenze tubiformi.
Si distingue dal Brugo per la fioritura precoce (quest'ultimo fiorisce a fine estate) e per le foglie aghiformi, non appressate tra loro.
Un brugo a fioritura tardo invernale, quando il terreno è ancora in parte coperto di neve, sarà sicuramente un'Erica carnicina, chiamata per questo anche Brugo delle nevi.
Insieme alla Radica (Erica arborea L.) e alla rara e localizzata Erica da scope (Erica scoparia L.), è una delle tre specie del Genere 'Erica' che vive nel Parco e l'unica a protezione assoluta (allegato A, L.R. 32/1982).
Erica carnea L. vive nelle montagne dell'Europa meridionale, è comune sulle Alpi Orientali e Centrali ma diventa più rara in quelle Occidentali; scende lungo la dorsale Appenninica ma si ferma alle cime della Toscana.
La presenza di Eriche a gravitazione montana e di Eriche tipiche della fascia mediterranea (Erica arborea L. raggiunge proprio qui il limite settentrionale del suo areale), in luoghi con differenti caratteristiche ma molto vicini tra loro, è testimonianza della grande ricchezza ambientale che il Parco custodisce.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 09:54
 


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