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Oggi nell'Appennino

Il formicaleone

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Palpares libelluloides (Linnaeus, 1764) è un insetto dell'ordine dei Neurotteri, appartenente alla famiglia dei Myrmeleontidae, volgarmente chiamati formicaleoni per la pratica predatoria delle larve nei confronti delle formiche.

Il nome specifico "libelluloides" è dovuto alla somiglianza tra questa specie e le libellule.
L'affinità tra formicaleoni e libellule, però, si ferma solo alla prima impressione queste ultime, infatti, appartengono all'ordine degli Odonati e sono perciò molto lontane dal punta di vista sistematico - evolutivo.
In realtà, almeno dal punto di vista del regime alimentare, le differenze tra Odonati (libellule) e Myrmeleontidae (formicaleoni) si manifestano più allo stadio adulto che a quello larvale: le libellule continuano ad essere predatrici durante tutte le fasi della loro vita mentre i formicaleoni, da adulti, diventano "vegetariani", cibandosi di polline o di sostanze zuccherine contenute nei vegetali.

Il formicaleone è una specie a distribuzione centrata nel bacino del Mediterraneo e le segnalazioni per il Piemonte sono relative alle aree più termofile.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Agosto 2013 11:37 Leggi tutto...
 

Aquilegia ophiolithica, rarità del Monte Figne

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Aquilegia ophiolithica Barberis et Nardi, insieme a Cerastium utriense Barberis e Viola bertolonii Pio emend. Merxm. et Lippert, appartiene al contingente endemico a ristretto areale della flora del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

Queste tre specie  condividono cioè una distribuzione limitata ad un territorio di poche centinaia di chilometri quadrati: le montagne dell'Appennino lìgure del "Gruppo di Voltri", comprese tra la linea "Sestri - Voltaggio" - il ponente della città di Genova sino al primo paese della Val Lemme -  e il Monte Bèigua.

Sono tutte e tre specie scoperte di recente: Aquilegia ophiolitica è stata descritta nel 2011;
Cerastium utriense nel 1988 e Viola bertolonii è stata ridefinita nel 1977 dai botanici di Monaco di Baviera Merxmüller e Lippert ("emend." tra i nomi dei descrittori sta per "emendavit", secondo l'articolo 47 del Codice di Viena, relativo alle regole sulla nomenclatura botanica), partendo dalla descrizione iniziale di Pio, fatta a inizio '800.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Ottobre 2013 09:21 Leggi tutto...
 

Marzuolo, pregiato fungo primaverile

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Hygrophorus marzuolus (Fr.:Fr.) Bres., in italiano Marzuolo o Dormiente, è un fungo del tardo inverno / inizio primavera, molto apprezzato per le sue carni. Fino ad oggi non era noto per il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo ed è grazie ad una Guardia Ecologica Provinciale che ha partecipato all'escursione micologica del 14 ottobre scorso, che siamo venuti a conoscenza della sua presenza all'interno dell'Area Protetta.
Il Marzuolo è parente stretto dell'Agarico vinato o Giandulin (Hygrophorus russula (Pers.) Wünsche), di cui già abbiamo parlato a proposito dell'escursione micologica citata (per leggere l'articolo cliccare qui).
Le due specie però fruttificano in momenti diversi dell'anno, senza possibilità d'incontrarli nello stesso periodo: il Marzuolo nei primi mesi dell'anno; il Giandulin a fine autunno.
Come si può riconoscere da altre specie?

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Ottobre 2013 09:22 Leggi tutto...
 

Lerma e il sentiero della Pieve Romanica

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Particolare dell'affresco dietro l'abside della suggestiva chiesa di San Giovanni Battista al Piano (Lerma - AL). La chiesa è meta di un breve ma interessante sentiero che parte dall'antico ricetto di Lerma.
Lerma è il paese dove ha sede Palazzo Baldo, dimora storica e ora sede operativa del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.
L'itinerario può partire da qui, dalla sede del Parco.

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Aprile 2013 17:58 Leggi tutto...
 

Lerma e i suoi bucaneve

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Dal centro storico di Lerma, dove è presente la sede operativa del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, attraverso l'antico Ricetto, un agevole e ben segnalato sentiero conduce sino alla sponda destra del Torrente Piota.
Non siamo ancora nel territorio del Parco ma gli aspetti naturalistici sono già di grande interesse: non è raro vedere qui il volteggiare della Poiana (nella foto in alto la sua sagoma, allineata con il margine destro della torretta del castello) e frequente è l'incontro con il Picchio muraiolo, che nelle falesie del Piota, così come in quelle del Parco, trascorre la stagione invernale.

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