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Anfibi del Parco, i primi risultati di una ricerca con un eccezionale ritrovamento

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Il Parco delle Capanne di Marcarolo, a dispetto degli ambienti aridi che caratterizzano gran parte del territorio, ospita ben 10 specie di Anfibi. Questi animali rendono particolarmente preziose le zone umide del Parco, veri e propri gioielli inaspettati all’interno di ambienti boschivi o di praterie.

Particolarmente importante è la recente scoperta, da parte dei Naturalisti Daniele Baroni e Andrea Costa, di una popolazione di Salamandrina perspicillata. Questo particolare Genere di salamandre, che annovera due sole specie, è endemico dell’Appennino italiano e ad oggi proprio il territorio del Parco ospita le popolazioni all’estremo limite nord-orientale dell’areale di questa specie. La Salamandrina dagli occhiali, così chiamata per la presenza di una tipica macchia bianca sulla testa che ricorda degli occhiali, necessita di boschi ricchi di rifugi e di torrenti con pozze dove deporre le uova.

Ben più comune nel  è Parco la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), che si riproduce in gran parte dei corsi d’acqua di piccole e medie dimensioni. Sono inoltre presenti tutte e tre le specie di tritone rinvenibili nel territorio piemontese: il più frequente è il Tritone alpestre, mentre il Tritone punteggiato e il Tritone crestato sono assai localizzati e minacciati dall’interramento degli stagni dove in primavera avviene la riproduzione.



Un’altra specie simile, che però non è legata all’acqua per la riproduzione, è il Geotritone di Strinati. Vive tipicamente in ambienti interstiziale del sottosuolo e delle pareti rocciose e nel Parco lo si osserva in grotta. Questa specie, completamente sprovvista di polmoni, respira tramite la cute e, a differenza della maggior parte degli Anfibi, depone le sue uova a terra, dove la madre si prende cura dei piccoli dopo la schiusa.

La Rana temporaria e la Rana agile si riproducono ai primi tepori di fine inverno, quando di notte si spostano in massa verso le raccolte d’acqua dove deporre le ovature, spesso è possibile osservare queste specie precoci anche su terreni innevati mentre migrano verso i siti riproduttivi. Ogni femmina può deporre una sola ovatura all’anno, per cui il conteggio dei singoli ammassi gelatinosi contenenti le uova consente di censire di anno in anno l’entità delle popolazioni.

Il Rospo comune si riproduce sia in laghetti e stagni, con acqua relativamente profonda, sia in pozze laterali di corsi d’acqua.

Infine, la Rana dei Balcani appartiene alle cosiddette “rane verdi” ed è alloctona in Italia, ovvero immessa artificialmente dall’uomo in Liguria, da dove si è diffusa verso NE sino alla Lombardia. Nel Parco è ormai comune in gran parte del territorio, che ha colonizzato negli ultimi decenni risalendo i principali corsi d’acqua.

La conservazione di questo patrimonio naturale non può che passare attraverso il monitoraggio di anno in anno della consistenza e dello stato di salute delle popolazioni, intervenendo a loro favore nei casi, purtroppo frequenti, di gravi minacce: interramento delle pozze, incauta immissione di pesci o di specie alloctone, captazioni idriche e investimenti stradali.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Maggio 2015 18:30
 

Approvate le prime MISURE DI CONSERVAZIONE SITO SPECIFICHE del SIC-ZPS "Capanne di Marcarolo"

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La Regione Piemonte con D.G.R. n. 29-1195 del 16 marzo 2015, ha approvato le prime Misure di Conservazione Sito Specifiche della fauna e degli habitat acquatici (ambienti delle acque ferme, paludi e torbiere; ambienti delle acque correnti) del SIC/ZPS "Capanne di Marcarolo".

Tale approvazione conclude un percorso partecipato effettuato dall'Ente Parco con i portatori di interesse locali (Associazioni di categoria, pescatori, fruitori, proprietari e gestori degli invasi artificiali, ecc.), nonché con il coinvolgimento delle Amministrazioni locali, volto alla gestione e valorizzazione degli ambienti acquatici presenti nel SIC/ZPS.

Il percorso partecipato ha permesso alle parti di discutere su problematiche e emergenze ritenute prioritarie e di scambiare esperienze e sensibilità in una materia di grande interesse per il mantenimento della spiccata naturalità di alcuni tratti dei torrenti e delle aree umide presenti all'interno dei confini dell'attuale SIC/ZPS "Capanne di Marcarolo".

L'approvazione regionale, avvenuta con il supporto tecnico e scientifico del Settore Aree naturali protette della Regione Piemonte, suggella la riuscita di una progettualità, ottenuta mettendo "attorno ad un tavolo" diverse anime e interessi del territorio, coalizzati nel tentativo di raggiungere obiettivi utili al mantenimento e valorizzazione della "risorsa acqua", nel rispetto delle normative europee e nazionali di settore.

Scarica nella sezione "Parco News" le Misure approvate.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Aprile 2015 14:02
 

SENTIERO NATURA 2000 - Proposta di inserimento nella Rete Patrimonio Escursionistico Regionale

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Il Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo ha partecipato al bando della Regione Piemonte rivolto agli Enti Pubblici relativo alla manifestazione d'interesse per la registrazione degli itinerari escursionistici e per la loro classificazione nelle tipologie previste dalla legge regionale n. 12 del 18 Febbraio 2010 e dal suo Regolamento di attuazione.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Febbraio 2015 12:34 Leggi tutto...
 

Eventi alluvionali autunno 2014. Danni ai sentieri nel Parco

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Gli ultimi eventi alluvionali dell'autunno 2014 hanno provocato diversi danni anche ai sentieri presenti nel Parco naturale e SIC "Capanne di Marcarolo".

Di seguito le principali segnalazioni di difficoltà e interruzioni:

-  Sentiero Voltaggio-Monte Tobbio (riferimento carta escursionistica del Parco itinerario n. 5 / triangolo giallo pieno), è interessato da frana nel tratto in località Monte delle Rocche;

-  Sentiero Laghi della Lavagnina-Cascina Magge (riferimento carta escursionistica del Parco itinerario tre pallini gialli pieni), è interessato da diversi dilavamenti e frane lungo tutto il tragitto;

- Sentiero Monte Colma-Monte Pracaban (riferimento carta escursionistica del Parco itinerario n. 10 / triangolo giallo vuoto e T), è interessato da diverse frane e dilavamenti lungo tutto il tragitto;

- Sentiero Laghi della Lavagnina - Valico Eremiti (riferimento carta escursionistica del Parco itinerario n. 2 / due linee gialle verticali), è interessato da importanti dilavamenti e alberi schiantati ne tratto centrale;

- Sentieri CAI 416A e CAI 416B sul Monte Colma, percorribili con difficoltà  lungo tutto il tratto.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Dicembre 2014 13:15
 

Caccia nelle ZPS, modifiche della Regione Piemonte

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Attività venatoria nella Rete Natura 2000.
La Giunta Regionale, nella seduta del 29 settembre 2014, ha prorogato l'entrata in vigore dell'obbligo di munizionamento senza piombo per i siti della Rete Natura 2000 al 1 agosto 2015.
Il testo completo della DGR 22-368 è scaricabile da qui.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 09:24
 

Misure di Conservazione della Rete Natura 2000

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Con DGR 54-7409 del 7 aprile 2014 la Regione Piemonte ha approvato le "Misure di Conservazione per la tutela della Rete Natura 2000 del Piemonte", suddivise in disposizioni generali, divieti, obblighi e buone pratiche. Con questo atto la Regione ha raggiunto un obiettivo stabilito dalla normativa comunitaria dal 2004 e che permette di evitare procedure d'infrazione costose in termini economici e di immagine.


Le Misure di Conservazione normano tutte quelle attività che possono avere un'incidenza significativa tale da compromettere lo stato di conservazione degli habitat e delle specie tutelate dall'Unione Europea.

Sono raccolte in Misure comuni a tutti i siti della Rete Natura 2000 (SIC, ZPS e ZSC), in Misure specifiche per SIC e ZPS e in Misure specifiche per ZPS.

In aggiunta sono previste specifiche Misure per tipologie ambientali della Rete Natura 2000 (Boschi, ambienti aperti, ambienti delle acque ferme e delle acque correnti, ambienti agricoli e altri ambienti).
Sono previste poi delle Misure apposite per la conservazione delle colonie di pipistrelli.

Rimandiamo ad una lettura del testo nella sua interezza, scaricabile da qui, per un quadro completo delle nuove regole ma, intanto, vediamo quali sono le disposizioni più salienti:
tutti i piani, programmi, interventi, progetti, attività e opere capaci di determinare - anche solo indirettamente - incidenze significative ad habitat o specie tutelate dall'Unione Europea devono essere sottoposti a procedura di valutazione d'incidenza.
Gli interventi, i progetti, le attività e le opere predisposti ed eseguiti in conformità alle Misure di Conservazione non devono essere sottoposte alla procedura di valutazione d'incidenza.
Segue poi un elenco degli interventi che, per la loro natura a ridotto impatto, non sono da sottoporre alla procedura di valutazione d'incidenza (manutenzione degli edifici; manutenzione delle infrastrutture lineari senza ampliamento dei tracciati; recinzioni ecc.).

Principali divieti comuni a tutti i siti della Rete Natura 2000:

uccidere o danneggiare specie tutelate dall'Unione Europea;
foraggiare gli animali;
eliminare gli elementi del paesaggio agrario (siepi, filari, alberi isolati ecc.);
introdurre organismi OGM;
addestrare i cani dal 1 gennaio al 1 settembre;
cacciare il cinghiale con più di 4 cani;
svolgere attività di circolazione di mezzi motorizzati fuoristrada;
praticare la caccia in data antecedente il 1 ottobre;
praticare la caccia da appostamento fisso.

Principali divieti per gli ambienti forestali:

percorrere il suolo con mezzi meccanici al di fuori della viabilità esistente;
Il pascolo in bosco;
interventi selvicolturali nel periodo di nidificazione dell'avifauna (dal 1 aprile al 15 giugno sotto i 1000 m; dal 1 maggio al 15 luglio sopra i 1000 m);
interventi di taglio a carico di habitat forestali di tipo prioritario per l'Unione Europea, in assenza della procedura di valutazione d'incidenza.
In questi ambienti vanno rilasciati ogni 2500 mq un albero maturo e uno morto di grandi dimensioni, con priorità tra quelli idonei alla riproduzione dell'avifauna.

Principali divieti per ambienti aperti:
sorvolo a quota inferiore a 500 m dal suolo con velivoli a motore per finalità turistico-sportive;
utilizzare prodotti fitosanitari su habitat di interesse conservazionistico.

Principali divieti per ambienti delle acque ferme, paludi e torbiere:
prosciugare, anche temporaneamente, le zone umide;
uso del munizionamento al piombo (in vigore dal 1 agosto 2015).

Principali divieti per ambienti delle acque correnti:
alterare significativamente il regime idrologico, la morfologia, lo stato di qualità ecologica e chimica dei corpi idrici superficiali;
uso del munizionamento al piombo
(in vigore dal 1 agosto 2015).

Sanzioni amminitrative
Da 500,00 € a 5.000,00 € per le violazioni alle Misure di Conservazione.
Da
2.500,00 a 25.000,00 € per gli interventi e le opere realizzati in difformità da quanto disposto dai piani di gestione e dai piani di azione, oppure gli interventi e le opere eseguiti in assenza della procedura di valutazione di incidenza, in difformità dal giudizio di valutazione di incidenza o in contrasto con gli obiettivi specifici di tutela e di conservazione contenuti nelle schede descrittive delle aree della rete Natura 2000 e dei siti di importanza comunitaria proposti. Questa violazione comporta anche il ripristino, a carico del trasgressore.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Ottobre 2014 04:46
 


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