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Prima riunione della Consulta per il territorio

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In data lunedì 6 febbraio 2017 si è riunita, convocata dal Presidente del Parco Dino Bianchi, la Consulta per la promozione del territorio dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino Piemontese.

La Consulta, prevista dall’art. 18 bis della Legge regionale n. 19/2009 e s.m.i. “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità” ha la finalità di garantire la rappresentanza delle associazioni di categoria presenti sul territorio delle Aree protette piemontesi, nonché di interagire con l’amministrazione degli Enti potendo esprime pareri sul regolamento delle aree protette, sul piano pluriennale economico sociale e sui piani di area; può inoltre formulare al Consiglio dell'Ente di riferimento proposte relative alle attività di promozione del territorio.

Il Consiglio dell’Ente di gestione ha costituito con deliberazione n. 2/2017, nel rispetto degli obiettivi dati e preso atto dei contenuti degli Statuti delle Associazioni che hanno provveduto a presentare domanda di candidatura, la Consulta per la promozione del territorio dell’Ente di gestione delle Aree protette dell'Appenino piemontese con i seguenti componenti:
1.  Pio Maria Costa candidato dall’Associazione Casal Regium;
2.  Fabio Cavo candidato dall’Associazione Forum Vallemme;
3.  Eraldo Mazzarello candidato dall’Associazione Oltregiogo;
4.  Linda Guido candidata dall’Associazione Pro Loco Bosio;
5.  Adolfo Biolè candidato dall’Associazione Confagricoltura;
6.  Simone Repetto candidato dall’Associazione Consorzio Miglioramento Fondiario – Bosio;
7.  Antonio Repetto candidato dall’Associazione C.A.I.;
8.  Paolo Carlo D'Abate candidato dall’Associazione Legambiente;
9.  Gianluigi Calcagno candidato dall’Associazione Federazione Italiana Caccia;
10. Walter Badino candidato dall’Associazione Enal Caccia;
11. Suor Ivana Milesi candidata dall’Associazione Collegio S.M. Mazzarello – Mornese;
12. Fausto Cavanna candidato dall’Associazione Amici del Tobbio.

Durante la prima riunione, presenti il Presidente del Parco Dino Bianchi, i Consiglieri Marco Gaglione e Giacomo Mazzarello, nonché tutti i componenti della Consulta, si è cominciato un confronto franco su alcuni dei temi ritenuti prioritari come la promozione e divulgazione delle attività dell’Ente, le possibili migliori modalità di organizzazione degli eventi del Parco, nonché le azioni da perseguire per lo sviluppo delle attività agricole e commerciali all’interno dell’Area protetta e nei territori limitrofi.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2017 12:42
 

Ecomuseo di cascina Moglioni tra i comunicatori ufficiali del “Forum degli ecomusei e musei dalla comunità”

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L’Ecomuseo di Cascina Moglioni, gestito dall’Ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese, ha ricevuto il 23 gennaio la notizia, da parte di Raul Dal Santo della Piattaforma mondiale per gli ecomusei e musei di comunità e Hugues de Varine, coordinatore della Giuria Internazionale, dell’inserimento della propria comunicazione tra i contributi ufficiali al “Forum degli ecomusei e musei dalla comunità” che si è svolto il 6 e 7 luglio 2016 nell’ambito della 24ª Conferenza Generale ICOM (International Council of Museums - organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali).

Il contributo inviato dall'Ecomuseo di Cascina Moglioni, dal titolo “ECOMUSEO COME TUTELA DEL PAESAGGIO AGROPASTORALE IN FUNZIONE DELLA BIODIVERSITÀ”, descrive due progetti nel territorio del Parco Naturale e Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Capanne di Marcarolo”.

Il primo, avviato nel 2004 in collaborazione con il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Torino, è relativo allo studio morfologico e genetico delle varietà antiche di castagno, melo, pero e susino dell’area appenninica di Marcarolo.

Il secondo progetto, realizzato nell’ambito della Misura 3.2.3. del PSR 2007/2013 (Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013), ha visto la predisposizione, attraverso una procedura partecipata con i portatori di interesse locali, di un Piano  Agronomico che fornirà gli indirizzi per il ripristino e il mantenimento di habitat di interesse comunitario quali praterie e prati pascolo il cui mantenimento è fondamentale per l’economia e la biodiversità dell’Area Protetta.

Con il suddetto contributo l'Ecomuseo ha sottolineato l’importanza della propria attività in sinergia con gli strumenti di gestione del Parco e il SIC di Capanne di Marcarolo, recependo i propositi e le indicazioni della Comunità Europea per un'armonizzazione tra le attività antropiche e la tutela delle specie e degli habitat.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 11:25
 

Collaborazione dell'Ente al Progetto CraneWin

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Gru sulle sponde del fiume Po Casalese - Aree Protette del Po alessandrino vercellese

Anche l'Ente delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese sarà impegnato con il proprio personale nel progetto CraneWin.it per il censimento delle Gru, fortunatamente in aumento nel territorio piemontese, tanto nel periodo di migrazione autunnale, quanto nello svernamento.

L'arrivo delle Gru, in termini quantitativi, è particolarmente intenso nel Nord-Ovest italiano (Piemonte e province lombarde limitrofe), pur coinvolgendo anche altre regioni italiane.

Considerata la rilevanza faunistica (e non solo) della specie, il GPSO (Gruppo Piemontese Studi Ornitologici) aveva già realizzato, nel gennaio 2016, un primo censimento delle Gru svernanti in Regione Piemonte.

Sabato 28 gennaio il GPSO ha organizzato, in forma più organica e nell’ambito delle attività del Programma triennale del Centro di referenza “Avifauna Planiziale” istituito presso il Parco del Po vercellese-alessandrino, un nuovo censimento della specie.

Nei suoi intendimenti, il progetto CraneWin.it (_Crane Wintering in NorthWest Italy) si propone di avviare un’attività di regolare monitoraggio delle gru svernanti nel nordovest italiano, al fine di studiarne la distribuzione spaziale (localizzazione delle aree principali di alimentazione e di _roost_), i movimenti dei gruppi, la dinamica temporale, gli ambienti frequentati e gli eventuali impatti sulle coltivazioni, nonché i fattori di rischio o disturbo.

I coordinatori del progetto sono:

Leggi l'articolo "Le Gru tornano sulle rive del Po" de La Stampa pubblicato il 4 gennaio 2017 nella Rubrica LAZAMPA.IT

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2017 15:30
 

Stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi

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Canadair a Cartasegna di Carrega Ligure 2 gennaio 2017

In considerazione delle condizioni meteorologiche in atto e previste per i prossimi giorni, la Regione Piemonte - Settore Protezione Civile e Sistemi Anti Incendi Boschivi (A.I.B.), ha dichiarato, con apposita determina n. 3932 del 28.12.2016, lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi su tutto il territorio piemontese.
Si raccomanda la massima attenzione ed il rispetto delle regole richiamate nel provvedimento.


Incendio a Cartasegna di Carrega Ligure 2 gennaio 2017

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Gennaio 2017 12:57 Leggi tutto...
 

PARCHI DA GUSTARE - LE RICETTE

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Con un nuovo volume "PARCHI DA GUSTARE - LE RICETTE", presentato a Terra Madre e Salone del Gusto (22/26 novembre 2016) torniamo a promuovere il valore della biodiversità naturale (e protetta) anche a tavola.


Lo speciale Piemonte Parchi 2016 "PARCHI DA GUSTARE - LE RICETTE" è qualcosa di più di un semplice libro di ricette. Una preziosa guida che sa documentare in modo suggestivo e puntuale il lavoro dei Parchi della Regione Piemonte nel salvaguardare una ricchezza di saperi e sapori. Sfogliarne le pagine, suddivise tra tipologia di piatti (antipasti, primi, secondi, contorni e dolci) e Aree Protette, significa davvero cogliere tutta la portata dell'espressione "biodiversità a tavola".


Prodotti che rischiavano di essere dimenticati, un gusto che nasce da un lavoro umile costante, le tante sfumature di storie e piatti che oppongono un argine all'appiattimento alimentare e dunque culturale: ecco il significato di questa operazione editoriale che prima di tutto è un atto d'amore verso il nostro territorio.


Diventa difficile, dunque, riuscire a trattenere un impeto di gratitudine di fronte a quelli che nella guida vengono definiti i prodotti "bandiera", simboli appunto, di una certa porzione di territorio.

Tipicità quali la formaggetta delle Capanne di Marcarolo, gli amaretti di Gavi e Voltaggio, la testa in cassetta di Gavi, per non parlare dei vini Gavi D.O.C.G e Ovada D.O.C.G ", solo per citarne alcuni, rappresentano aspetti di un giacimento di diversità che il Piemonte vuole continuare a tutelare.

 

Scarica "PARCHI DA GUSTARE - LE RICETTE" in formato .pdf

 

Scarica "PARCHI DA GUSTARE - LE RICETTE" in formato .epub

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2016 14:30
 

Riserva Naturale del Neirone, scoperta la presenza del leccio (Quercus ilex)

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Due esemplari di leccio sono stati scoperti all'interno della Riserva Naturale del Neirone lo scorso 2 ottobre 2016. Si tratta di un ritrovamento di grande rilievo fitogeografico in quanto testimonia l'importanza che aree anche molto piccole - parliamo di una Riserva Naturale di 101 ettari - possono rivestire per la protezione dell'ambiente naturale.


L'interesse botanico dell'area, sita nel Comune di Gavi (già Gavi Ligure) e Riserva Naturale dal 2011, era già stato oggetto di attenzione da parte della legislazione del Piemonte fin dai primi anni '70 del secolo scorso (Legge Regionale n° 24 del 1974, Protezione della flora) per la presenza di specie rarissime nel territorio regionale.
La legge sulla protezione della flora, divenuta poi, dopo una prima modifica nel 1968 e un secondo ampliamento nel 1982 la Legge Regionale n° 32/'82 "Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale", consegnava al territorio di Gavi Ligure il primato di due specie a protezione assoluta inserite in legge proprio in virtù della loro significativa presenza in un Comune del Piemonte sud-orientale. 
Le due specie a protezione assoluta erano la Pulsatilla montana (specie sud-europea montana, rarissima negli Appennini) e il Centranthus ruber (specie mediterranea in senso stretto, legata alla fascia dell'olivo, presente in Piemonte solo nell'estremo Sud con la stazione più prossima in Comune di Cabella Ligure).
A queste specie così importanti dal punto di vista della storia della distribuzione dei vegetali si aggiunge ora una quercia sempreverde, il leccio appunto o elce, come amava chiamarlo Italo Calvino.


Nella foto sopra una giovane pianta di leccio. Le foglie degli esemplari giovani e dei rami più bassi hanno i margini dentati per difendere la pianta dagli erbivori. Delle querce presenti nell'Appennino piemontese il leccio è l'unica, insieme alla pseudosughera (Quercus crenata), ad essere sempreverde. Il leccio, analogamente alla citata valeriana rossa (Centranthus ruber), è una specie steno-mediterranea con isolate stazioni di rifugio intorno ai laghi glaciali delle Alpi centrali e in valli particolarmente calde - oasi xerotermiche - delle Alpi piemontesi: Valle di Susa, Riserva Naturale Speciale dell'Orrido di Chianocco.


Nella foto sopra un confronto tra le foglie e le ghiande delle querce sempreverdi del nostro territorio: la pseudosughera (Quercus cerris) in alto a sinistra e il leccio (Quercus ilex).



La pseudosughera (Quercus crenata) - foto sopra - è molto simile al leccio, ha foglie tipicamente crenate, cioè a lobatura appena accennata ed ha probabile origine ibridogena tra leccio e quercia da sughero (Quercus suber).



La determinazione dei lecci presenti nella Riserva Naturale del Neirone è stata possibile grazie alla collaborazione di due rocciatori: Stefano Sisto (foto sopra) e Umberto Pasino (foto sotto).



Nella foto sopra, da sinistra: Stefano Sisto e Umberto Pasino, rocciatori; Germano Ferrando, guardiaparco dell'Ente di Gestione delle Aree Protette dell'Appenino Piemontese e il prof. Franco Orsino già ecologo vegetale presso l'Università di Genova, da anni collaboratore volontario dell'Ente.

 




Per rileggere gli articoli precedenti cliccate qui.

Ultimo aggiornamento Domenica 30 Ottobre 2016 09:41
 


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