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Home Oggi nell'Appennino Zafferano selvatico

Zafferano selvatico

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Crocus vernus

















Crocus vernus
Auct., parente stretto di Crocus sativus L. (il vero Zafferano) il cui uso officinale era già noto ai Sumeri, adorna del suo bel viola-lilla i prati che vengono regolarmente sfalciati. Lo si trova con frequenza in tutta la Penisola sino ai 1500 metri di quota; diventa meno comune sul bordo meridionale delle Alpi.

Crocus vernus



Nel Parco e nelle aree collinari prospicenti possiamo incontrare altre due spece del Genere Crocus, entrambe rare: la prima, a fioritura precoce, è Crocus biflorus Miller, diffuso in tutto l'Appennino ma raro nel versante adriatico. Assente nelle Alpi Occidentali, in Piemonte compare solo nelle Langhe e in altre localizzate aree appenniniche. A livello locali esistono alcune popolazioni in Val Lemme e una in Val Gorzente.


Crocus biflorus

Non è difficile distinguere Crocus biflorus Miller da Crocus vernus Auct.: la fauce dell'infiorescenza del primo - come si vede dalla foto sopra - è soffusa di un giallo caratteristico e il margine esterno dei tepali (così vengono chiamati i 'petali' delle piante, come quelle appartenenti alla famiglia delle Iridacee, dove non vi è una netta distinzione tra il calice tipicamente verde e la corolla colorata - come invece avviene per esempio nelle Rosacee) è segnato da evidenti linee longitudinali di un viola intenso che si prolungano percorrendo anche il fusto.

L'altra specie, questa a fioritura tardo estiva, è Crocus medius Balbis, rara ed endemica dell'Appennino ligure-piemontese occidentale e del nizzardo. Per la sua distribuzione a livello regionale quest'ultima è inserita tra le specie a protezione assoluta: ne parleremo a settembre, non appena spunteranno le prime infiorescenze.

Chi trovasse stazioni (così vengono chiamati i raggruppamenti di piante che crescono non sparse sul territorio ma, appunto, in gruppo) è pregato di segnalarle al Parco.



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Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Ottobre 2014 10:00