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Resoconto delle attività del Centro di Referenza Erpetofauna del Piemonte

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Salamandrina di Savi - G. Gola

Il Centro di Referenza per l’Erpetofauna partner del progetto iNaturalist del Piemonte e della Valle d’Aosta” della Società Erpetologica Italiana

Il 21 gennaio scorso il Centro di Referenza per l’Erpetofauna (rettili e anfibi) della Regione Piemonte, che ha sede presso l’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese, ha aderito formalmente al progetto “Erpetofauna del Piemonte e della Valle d’Aosta” sulla piattaforma iNaturalist in collaborazione con la SHI, Societas Herpetologica Italica.

 

iNaturalist si basa sul concetto di "citizen science” vale a dire "scienza dei cittadini” e consente a chiunque di condividere le proprie osservazioni naturalistiche con ricercatori, esperti o semplicemente con altri appassionati.

I dati immessi nel database sono convalidati da “Identificatori” esperti e quindi l’applicazione può essere un utile strumento per trovare conferma alle proprie osservazioni naturalistiche; le segnalazione possono altresì essere utilizzate dai ricercatori per acquisire dati importanti per lo studio e la gestione delle specie di flora e fauna e degli habitat a questi collegati.

Per il progetto “Erpetofauna del Piemonte e della Valle d’Aosta” è stata creata una pagina dedicata consultabile all’indirizzo https://www.inaturalist.org/projects/erpetofauna-del-piemonte-e-della-valle- d-aosta

Ad oggi sono state registrate 8.667 osservazioni con l’identificazione di 47 specie di rettili e anfibi e di relativi siti/zone importanti dal punto di vista della vocazionalità ambientale per il Piemonte.



Rana appenninica - G. Gola

Il Centro di Referenza per l’Erpetofauna è stato istituito nel 2006, dal Settore Biodiversità e Aree Naturali della Regione Piemonte, presso l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese, in associazione con l’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino, ai sensi dell’art. 13 del Regolamento regionale n. 2/R del 24 marzo 2014 “Attuazione dell’articolo 33 della legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 relativo alla gestione faunistica all’interno delle aree protette”.

La prima azione del Centro di Referenza è stata la redazione di un Programma delle Attività per il triennio 2017-2019 che ha come primi obiettivi l’individuazione e la raccolta di dati e la promozione di ricerche finalizzate alla predisposizione di Piani d’Azione e Piani di Gestione per le specie erpetologiche del Piemonte, previsti anche dalle norme vigenti sulle Aree protette e la tutela della biodiversità.



Geotritone di Strinati  - G. Gola

 

Entro la conclusione del triennio si prevede pertanto la predisposizione di elementi funzionali alla redazione di un documento di sintesi, il cosiddetto “Libro bianco”, contenente i dati bioecologici relativi a distribuzione, vocazionalità ambientale, stato di conservazione, nonché l’analisi delle buone pratiche in corso, criticità e azioni prioritarie da intraprendere per la conservazione di specie e gruppi di rettili e anfibi e dei loro habitat in Piemonte.

Il Centro ha inoltre istituito un Tavolo tecnico di coordinamento, al quale partecipano esperti dell’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino piemontese, dell’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino, del Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte, della Societas Herpetologica Italica e dell’Ente di gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, che ha il compito di definire le strategie di conservazione per rettili, anfibi e, in relazione a questi, gli habitat.



Geotritone di Strinati e Salamandrina di Savi - G. Gola

Il Tavolo tecnico fin dalle prime riunioni ha aderito e dato il proprio supporto al Progetto della Societas Herpetologica Italica per l’individuazione di una Rete di monitoraggio nazionale delle specie di interesse comunitario, per redigere il 4° Rapporto Nazionale ex art. 17 della Direttiva Habitat, incarico ricevuto da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

Il Progetto, che vedeva già il coinvolgimento dei soci di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria della Societas, sta acquisendo notizie su siti di rilevanza erpetologica regionale, con particolare riferimento a quelli al di fuori di Aree protette e della Rete Natura 2000, siti nei quali la conoscenza è già molto avanzata.



Salamandrina di Savi in atteggiamento terrifico - G. Gola

È importante sottolineare come, dai primi dati raccolti, siano emersi sino ad ora 61 siti di notevole interesse, che presentano diversi gradi di priorità di tutela e valorizzazione.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Novembre 2018 13:44