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Home Oggi nell'Appennino Euphorbia hyberna insularis

Euphorbia hyberna insularis

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Euphorbia hyberna L. subsp. insularis (Boiss.) Briq. è stata ritrovata nel Parco; erano quasi 10 anni che la popolazione segnalata nel 1884 dal De Notaris, dopo una drastica contrazione determinata da fattori non ancora del tutto noti, non veniva più confermata dalle ricerche dei botanici Giuseppina Barberis, Stefano Marsili e Francesco Orsino, autori della prima sintesi della flora del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

Durante una fortunata esplorazione avvenuta il 21 maggio 2014, condotta dal dott. Francesco Bagnasco e da Vittorio Cian (al quale si deve il recente reperimento del primo esemplare dell'euforbia in questione) sono state ritrovate alcune delle piante di questa euforbia, tanto bella quanto rara.

La foto sotto, scattata il 10 aprile 2014, è relativa ad un bell'esemplare della florida popolazione della Val Masone (GE), alle pendici del Monte Dente (Parco Naturale Regionale del Beigua).


Il sito di ritrovamento, nei pressi di Capanne di Marcarolo (Bosio, AL), è posto pressoché alla stessa quota (950 m) della stazione che il dott. Bagnasco individuò nel lontano 1998, nell'ambito di uno studio sui pregi e le fragilità ambientali del Parco.

Nella foto sotto un particolare del quaderno di campo del dott. Bagnasco.



L'areale della sottospecie comprende la Sardegna, la Corsica, le Alpi Apuane e l'Appennino ligure - limitatamente ad una ridotta porzione all'interno della formazione geologica denominata "Gruppo di Voltri".

Nell'immagine sotto, stralcio del contributo del prof. Orsino risalente al 1972, nel quale viene dettagliata con estrema precisione la localizzazione delle popolazioni della specie sull'Appennino ligure.



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Sulla originale distribuzione della sottospecie "insularis" si sono espressi diversi Autori e nessuna risposta categorica, forse, è possibile.
Del resto, però, l'areale odierno della sottospecie, centrato sul Golfo di Genova, fa pensare ad una origine risalente perlomeno a quando il blocco Sardo-Corso era unito alla Provenza, cioè a più di 30 milioni di anni fa.
Se così fosse - e questa è verosimilmente l'ipotesi più accreditata - si tratterebbe di un "relitto terziario", esempio superstite di una flora molto antica, della quale sono rimaste pochissime testimonianze viventi. Se doveste incontrarla sul vostro cammino, perciò, rispettatela e consideratela come fosse un fossile vivente, o un dinosauro miracolosamente sopravvissuto agli sconvolgimenti geologici e climatici che la Terra ha subito.

Euphorbia hyberna L. subsp. insularis (Boiss.) Briq. è classificata "Vulnerabile" dal Libro Rosso delle Piante d'Italia (Conti et al., 1992) ed è protetta in maniera assoluta dalla legislazione regionale vigente. 




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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Giugno 2014 10:43