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Le ultime notizie dal Parco



Visite in crescita all'Ecomuseo

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Nella pagina dedicata all'Ecomuseo di Cascina Moglioni è stato aggiornato il dato riguardante i visitatori nel corso del 2015.

Dal 2007, anno di inaugurazione della struttura, ad oggi le presenze sono state più di 12 mila ma, considerando che nel calcolo non vengono conteggiati i non paganti, si possono stimare quasi 15 mila visite.

L'Ecomuseo si conferma quindi come importante polo turistico locale dell'area dell'Appennino piemontese e in particolare nell'ambito dei progetti didattici e di educazione alla sostenibilità del Parco Capanne di Marcarolo.

Cascina Moglioni fa parte inoltre del "Percorso della Pace" della Benedicta-Parco della Pace che vede il coinvolgimento di numerosi turisti in visite guidate che affrontano i temi storici e naturalistici di Capanne di Marcarolo, condotte dal personale dell'Ente in collaborazione con l'Associazione Memoria della Benedicta.

Di seguito la tabella delle presenze 2007-2015 dell'Ecomuseo di Cascina Moglioni:

VISITA LA PAGINA DELL'ECOMUSEO DI CASCINA MOGLIONI

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2016 15:15
 

Appennino piemontese, terra di anfibi

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Salamandrina perspicillata

 

La rivista on-line PiemonteParchi ha attivato una nuova rubrica dedicata alla ricerca scientifica nelle Aree Protette.

Nel mese di febbraio ha pubblicato un articolo di Daniele Baroni e Andrea Costa dedicato alla presenza di anfibi nelle Aree Protette dell'Appennino Piemontese.

In particolare riporta la recente scoperta di una popolazione di Salamandra perspicillata, appartenete ad un genere endemico dell'Appennino, che rappresenta il limite nord-orientale della specie.

LEGGI L'ARTICOLO DI PIEMONTEPARCHI "APPENNINO PIEMONTESE, TERRA DI ANFIBI".

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2016 13:33
 

Convegno LIFE WOLFALPS - 22 gennaio 2016 a Cuneo

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Venerdì 22 gennaio scorso si è svolto a Cuneo il convegno “Il progetto LIFE WolfAlps: azioni concrete per la conservazione della specie” al quale ha partecipato anche il personale delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese.

Tema della giornata è stato il ritorno naturale del lupo sulle Alpi con relazioni aggiornate sulla consistenza numerica del predatore sull'arco alpino e sulla gestione e conservazione della specie a lungo termine.

La mattina è stata dedicata alle azioni concrete di conservazione intraprese nell’ambito del progetto LIFE WolfAlps: dalla prevenzione degli attacchi sui domestici al contrasto delle uccisioni illegali, dalla valorizzazione del lupo in chiave ecoturistica al controllo dell’ibridazione passando per la disciplina del ritrovamento di animali morti in Piemonte. Relatori: la Dott.ssa Arianna Menzano, il Prof. Universitario Luca Rossi, la Dott.ssa Francesca Marucco, il Coordinatore del Progetto Giuseppe Canavese, il Comandante del Corpo Forestale dello Stato Paolo Salsotto e tutta la squadra cinofila antiveleno LIFE WolfAlps.

Nel pomeriggio è stata presentata la consistenza della popolazione di lupo sulle Alpi, unica e condivisa fra i vari Stati alpini: un’opportunità per discutere in modo approfondito l’importante tematica della convivenza fra lupo e uomo, cui è stato dedicato il discussion panel che ha chiuso la giornata. Relatori: il Prof. Universitario Luigi Boitani e la Dott.ssa Francesca Marucco (Italia), il Dott. Christophe Duchamp (Francia), la Dott.ssa Caroline Nienhus (Svizzera), il Dott. Hubert Potocnik (Slovenia), il Dott. Georg Rauer (Austria) e il Dott. Manfred Woelfl (Germania).

L'Ente delle Aree Protette dell'Appennino Piemontese dal 2004 collabora al progetto di studio e monitoraggio del lupo in Piemonte, con particolare riferimento all'Appennino, mediante osservazioni e raccolta sul territorio di indizi di presenza quali fatte, impronte, predazioni, ecc.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.lifewolfalps.eu

Leggi il comunicato stampa ufficiale del progetto LIFE WOLFALPS "Né troppi né pochi: quanti sono i lupi sulle Alpi"

Leggi anche l'articolo di PiemonteParchi "IL LUPO E' VIVO! VIVA IL LUPO!"

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Gennaio 2016 13:54
 

ENTE DI GESTIONE DELLE AREE PROTETTE DELL’APPENNINO PIEMONTESE

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Riserva del Neirone

Riserva del Neirone di Gavi

Dal primo gennaio 2016 è operativo l’Ente di gestione delle aree protette dell’Appennino piemontese; la nuova legge regionale n. 19 del 3 agosto 2015 “Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri Monti. Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità). “ istituisce infatti il nuovo Ente che gestisce ora oltre al Parco naturale delle Capanne di Marcarolo anche la Riserva naturale del Neirone di Gavi.

L’Appennino piemontese è situato nella parte sud orientale del Piemonte, al confine con la Liguria. Il territorio, ricco di emergenze naturalistiche, storiche, culturali ed enogastronomiche, ospita il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, la Riserva naturale del Neirone, un Sito di Importanza Regionale (S.I.R.), cinque Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e due Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.) della Rete Natura 2000.



La Regione Piemonte con D.G.R. n. 20-3221 del 2 maggio 2016, ha inoltre delegato all'Ente la gestione del Sito della Rete natura 2000 SIC IT180011 "Massiccio dell'Antola, Monte Carmo, Monte Legnà".

La Regione riconosce l’importanza dell’ambiente naturale in quanto valore universale attuale e per le generazioni future e definisce le modalità per la conservazione della biodiversità e per la gestione e per la promozione dei territori facenti parte della rete ecologica regionale. 
Inoltre la Regione garantisce la partecipazione attiva delle comunità locali ai processi di pianificazione e di gestione sostenibile e di promozione delle aree protette e ne valuta le proposte, le istanze e le progettualità in rapporto alla finalità generale.
In attuazione de suddetti principi la legge regionale prevede: 
a) l’istituzione della rete ecologica regionale e la carta della natura regionale;
b) l’individuazione del sistema regionale delle aree protette istituendo e classificando le diverse aree in relazione alle differenti tipologie e finalità di tutela;
c) l’individuazione  delle modalità di gestione delle aree protette;
d) l’individuazione delle modalità di promozione territoriale delle aree protette;
e) la delega della gestione delle aree incluse nella rete Natura 2000 ad enti territoriali e ad enti strumentali;
f) la determinazione delle risorse finanziarie per l’attuazione delle previsioni normative stabilite dalla presente legge e le modalità di trasferimento ai soggetti gestori.”.

L'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese è inoltre stato riconosciuto con provvedimento del Responsabile del Settore Biodiversità e Aree naturali D.D. n. 276/2016, quale Centro di referenza per la gestione di specie animali selvatiche denominato "Erpetofauna", in associazione con l'Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino.

L'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese è anche Ente associato del Centro di referenza per la gestione di specie animali selvatiche denominato "Grandi carnivori", che ha come Ente titolare del Centro l'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime.

 

APPROFONDIMENTI

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Gennaio 2017 09:22
 

Video Giornate UTILIZZO DEGLI ANIMALI DA LAVORO NELLE TERRE ALTE - lunedì 5 ottobre 2015

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video

 


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