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Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino piemontese

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PARCHI DA GUSTARE - III Edizione della Festa dell'Appennino - Ven. 28, Sab. 29 e Dom. 30 Settembre

Siamo andati a "curiosare" un po' per sapere quali sono i piatti tipici che i ristoratori locali proporranno in occasione della Festa dell'Appennino in programma Venerdì 28, Sabato 29 e Domenica 30 Settembre 2018.

Di seguito riportiamo un piccolo "assaggio" di quello che potrete gustare in quell'occasione.

ANTICA TRATTORIA DEGLI OLMI (CAPANNE DI MARCAROLO) e il piatto tradizionale delle feste di capanne di Marcarolo: lo stufato di capra

L'Antica Trattoria degli Olmi in Frazione Capanne di Marcarolo, nel Comune di Bosio (AL), rappresenta un simbolo legato alla storia ed alle tradizioni del luogo e delle persone che lì sono nate e cresciute.

Il piatto che verrà proposto in occasione della Festa dell'Appennino è quello tradizionale di Capanne di Marcarolo in occasione delle feste : lo stufato di capra.

Lo stufato o spezzatino di capra viene preparato ancora sulla stufa a legna come una volta; occorrono almeno quattro ore di cottura per un buon risultato.

La capra, inoltre, come ci spiega il titolare dell'Antica Trattoria degli Olmi, deve avere almeno tre - quattro anni, poiché se l'animale fosse più giovane, la carne risulterebbe troppo morbida e si sfalderebbe presto.

Anticamente, questo piatto, alle feste del territorio, veniva consumato anche alle 16,00 del pomeriggio, proprio per onorare meglio la festa.

CASCINA CIRIMILLA (LERMA) e i piatti a base biologica con carne della razza bovina locale - la montagnina

La Cascina Cirimilla di Lerma propone un menù del territorio con prodotti del territorio di esclusiva produzione propria, carne compresa (“dall’allevamento alla tavola” come ci dice il proprietario della Cascina) .

I piatti proposti sono:

antipasti della casa: salumi di produzione propria (prosciutto cotto, pancetta, coppa, lardo), insalata russa, tortini di verdure o frittatine, peperoni in agrodolce

primi: ravioli, tagliolini (al ragù, ai funghi, al pesto), lasagne al forno

secondi: base di carne di produzione propria, arrosto, brasato, cima, coniglio alla ligure, carpaccio con verdure di stagione

dolci della casa

La Cascina possiede e alleva i bovini di razza "montagnina" (tortonese-varzese) la cui carne è pregiata e gustosa frutto di un allevamento al pascolo e alimentazione su base biologica (fieno biologico, cereali biologici – orzo, mais, favino).

OSTERIA PIEMONTEMARE (GAVI) e la vera cucina tradizionale, ormai quasi dimenticata

L’osteria Piemontemare a Gavi, accanto alle classiche proposte quali ravioli, corzetti, tajarin, torta di riso di Bosio, il pesto al mortaio, propone diversi piatti recuperati dalla tradizione, ormai quasi dimenticati.

Ne sono un esempio i fritti nell’ostia, i colli di gallina ripieni, la tartrà, le lasagne alla Zerbetta e il brandacujun.

La ricetta dei colli di gallina ripieni prevede il ripieno a base di vitello, cervella, laccetti, uova, parmigiano, mortadella, piselli, cipolle, carote, mollica di pane, latte, maggiorana; pesto e bagnetto verde: basilico, pinoli, parmigiano, pecorino, olio, aglio, sale, prezzemolo, aceto, capperi, acciughe.

Una volta, quando bolliva in pentola una gallina, o era malata la gallina o era malato il contadino…oppure era arrivato qualcuno ad esigerla! Per questo al villano restavano spesso le parti meno nobili che, sapientemente e pazientemente cucinate, originavano portate dal sapore unico. Immancabile in questo piatto della tradizione povera il bagnetto verde magro.

Nella nostra versione serviamo anche il pesto alla moda antica, che differisce dal pesto odierno per la presenza dell’aceto, indispensabile conservante nei tempi passati.

Fare un soffritto con cipolla, carote e sedano battuti, aggiungere il burro e la carne di vitello, sfumare con vino bianco e un bicchierino di marsala secco.

Unire l’alloro e in seguito i filoni di vitello, la cervella, la mortadella e terminare la cottura aggiungendo sale, pepe, maggiorana fresca e brodo se necessario.

Una volta freddo, passare il tutto nel tritacarne, aggiungere la mollica di pane ammollata nel latte, i piselli lessati, le uova, le carote, due fette di mortadella tagliate a dadini finissimi, abbondante parmigiano. Riempire i colli con questo composto, legarli e cuocerli in forno a 120° per un’ora e mezza, poi a 230° per 20 minuti.

CIRCOLO ASSOCIATIVO BAITA RIO GORZENTE (CAPANNE DI MARCAROLO) e la formaggetta delle Capanne, i maltagliati alle castagne e il pesto al mortaio

Passando invece ai prodotti e ai piatti proposti dal Circolo Associativo Baita Rio Gorzente, il menù prevede i formaggi di Cascina Saliera di Capanne di Marcarolo, i ravioli, gli gnocchi con il pesto al mortaio, i maltagliati di farina di castagne, il minestrone, la torta di riso di Bosio e la trippa.

Ricetta maltagliati con farina di castagne : 200 gr. farina di castagne, 200 gr. farina di grano duro, 1 uovo, acqua e sale

Impastare gli ingredienti e stendere il composto con un mattarello rigorosamente di legno, le sue venature, infatti, lasciano una porosità alla pasta che permette al condimento di aderire meglio. Tagliare a mano con un coltello non regolarmente…chi lo fa con la macchina sbaglia!!

Condimento ideale dei maltagliati è il pesto al mortaio.

AGRITURISMO CA’ BENSI – AL CHIAR DI LUNA (TAGLIOLO MONFERRATO) e gli agnolotti tradizionali e la rollata di coniglio disossato

L’Agriturismo “Ca’ Bensi - Al chiar di luna” a Tagliolo Monferrato, propone piatti della tradizione quali agnolotti e rollata di coniglio disossato.

L’azienda possiede piccoli animali da cortile, quali galline, conigli, tacchini. La produzione della pasta fresca è totalmente in proprio, così come la carne bianca proviene per intero dall’azienda stessa.

Le carni rosse, invece, come ci spiega la Sig.ra Daniela, titolare dell’agriturismo, vengono acquistate integralmente da un’azienda del territorio, Cascina Luvi di Facchino Giorgio a Trisobbio.

 

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